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...Even if in contemporary art provocation is the norm, to see a religious figure of a saint amidst a deck of cards can still be a bewildering experience. “So, how do you explain that Mother Mary on an ice cream stick? And what about those baking cups filled with faces of saints. Is that some sort of comment on the Christian church?” someone could argue suspiciously...

Estratto dell'articolo apparso su Global Comment a cura di Naima Morelli.


Paolo Amico, Salvatore Arancio, Aurora Meccanica, Marco Basta, Valerio Berruti, Mattia Bosco, Sergio Breviario, Francesco Candeloro, Ra di Martino, Michael Fliri, Angelo Formica, Giulio Frigo, Debora Garritani, Giuseppe Gonella, Andrea Mastrovito, Ieva Petersone, Giusy Pirrotta, Alice Ronchi, Valentina Sommariva, Fabio Viale.

Premio Cairo 2014

Fonte: INSIDEART



L'esposizione presenta venti opere dei maestri della Pop Art Italiana e Americana, Andy Warhol, Mimmo Rotella, Jean-Michel Basquiat e Keith Haring ed una selezioni di trenta giovani artisti Italiani.

A cura di Achille Bonito Oliva e Electronic Art Cafè.


Dal 5 luglio al 30 settembre 2014
MDM Museum
Promenade du Port, Porto Cervo

mdmmuseum.it


Immagine: Primo tempo, collage su forex in teca, 2014.



Dario Arcidiacono, Atomo, Bros, Felipe Cardena,
Paolo Cassarà, Nom Couture, Antonio De Luca,
Enrico De Paris, Faber, Ataru Max Ferrigno, Angelo Formica,
Tancredi Fornasetti, Daniele Fortuna, Sasha Frolova,
Christian Gangitano, Eloisa Gobbo, Paul Manazza,
Florencia Martinez, Giovanni Motta, Anna Muzi,
Pao, Domenico Pellegrino, Carlo Alberto Rastelli,
Mìss Salopette, Tomoko Nagao, Salva TVboy,
Dany Vescovi, Cikita Zeta.

Sotto l'egida di Achille Bonito Oliva,
con la direzione artistica di Piero Mascitti,
il video teaser di Mimmo Calopresti
e la colonna sonora di Claudio Coccoluto.

Una produzione Electronic art Cafe / Spirale d'Idee.

POPUP REVOLUTION
Mercoledì 11 giugno 2014
dalle ore 18.00 alle ore 24.00
Caserma XXIV Maggio
via Vincenzo Monti 59, Milano


Per partecipare o seguire l'evento su facebook, clicca qui.


Immagine: Angelo Formica davanti alla sua Ascensione, emulsione su pvc, 2014.


...sulle orme di Keith Haring e Jean-Michel Basquiat, che per primi hanno portato l’arte per strada; di Andy Warhol, che ha portato gli oggetti quotidiani nelle opere d’arte; di Mimmo Rotella, che si appropriò della “pelle delle città” (i manifesti pubblicitari) per costruire le sue opere indimenticabili, gli artisti di Pop Up Revolution! intendono entrare – con le loro creazioni visionarie – in tutti gli anfratti della quotidianità urbana.

Estratto dell'articolo apparso su tustyle.it a cura di Eleonora Molisani.


Immagine: Ascensione, collage su forex in teca, 2014.


Il colore si mangia o si guarda, passa da Formica e si fa cielo per santi e preghiere.
Le preghiere si chinano sulle parole crociate, e la croce mostra tutte le facce del dado.
Il dado sarà anche tratto, ma qui è incollato senza pietà.
La pietà versa lacrime e sangue, eppure la carta del sacrificio era da giocare.
Giocare di gusto, con regole rigide e antiche.
Antiche come le mani che farciscono l’agnello, or ora svuotato d’innocenza.
L’innocenza di un fondo puro, come di un petto che sta per essere trafitto.
Trafitto da spada o da dolcezza, che guardano ogni lato.

Dopo la Passione il corpo si è arreso. Il sipario si apre su di lui e il pubblico assiste con affamata devozione, ruolo decoroso.



Testo di Lucia Grassiccia ispirato ai collage di Angelo Formica in occasione della Pasqua 2014.


Immagine: Annunciazione, collage, 2012.


...una boccata d’aria nell’asfissiante circolo dei piedistalli dell’arte contemporanea.
...un ritorno all’onestà e alla semplicità. A quello che conta veramente.


Estratto dell'articolo apparso sul blog di Naima Morelli.


Immagine: Primo tempo, collage, 2013.


A cura di Giuseppe Mendolia Calella per Balloon Contemporary Art and Publishing.


Immagine: San Giorgio e il drago, collage, 2013.


...oggi, più che in ogni altro periodo storico, l’arte deve inventarsi l’ennesimo rinascimento...

Estratto dell'articolo apparso su tustyle.it a cura di Eleonora Molisani.


Immagine: Daria Paladino, 2013.


Alessandro Cannistrà, Angelo Formica, Luigi Puxeddu.

A cura di Luca Tomìo.


Dal 24 al 31 ottobre 2013
GARAGEZERO
via Treviri, ROMA


thisisnot.it



L'artista va in vacanza, l'arte no.
Personale on line di Angelo Formica.
A cura di Luca Tomio.

Dal 5 al 25 agosto 2013
da Milazzo su facebook.com/angeloformica.artista



Immagine: Vacanze protette (particolare), collage, 2013.


In Umbria si apre al contemporaneo anche il Castello Corsini di Sismano, nei dintorni di Todi. Nella photogallery di Artribune ecco chiccera alla “prima".


A cura di Massimo Mattioli.


Immagine: Angelo Formica durante il vernissage della mostra, 2013.



Fabrizio Braghieri, Alessandro Cannistrà, Angelo Formica, Seboo Migone, Alfredo Rapetti Mogol, Luigi Puxeddu, Fosco Valentini.

A cura di Luca Tomìo.


Dal 28 giugno al 20 agosto 2013
CASTELLO CORSINI
Borgo Corsini, 12
05020 SISMANO (TERNI)




Immagine: Angelo Formica fotografato da Sergio Coppi durante l'allestimento della mostra, 2013.


Il rosa in fondo, i colori attorno. E mazzi di carte da ogni angolo del globo, e origami, bandierine tibetane, santi, madonne e angioletti...


Estratto dell'articolo apparso su tustyle.it a cura di Eleonora Molisani.



Immagine: veduta della mostra, 2013.


Alla sua seconda personale presso la Galleria Toselli, Angelo Formica allunga il passo. Sembrerà bizzarro, ma è la parete di fondo a introdurre alla mostra: il rosa è come una base ritmica e innocente con cui il resto si misura.


Estratto dell'articolo apparso su artribune.com a cura di Lucia Grassiccia.



Immagine: particolare di un intervento sulla parete di fondo della Galleria Toselli, 2013.


Il nuovo è nel pensiero dell’artista, che mischiando le carte con la tecnica e la fantasia del collage, crea combinazioni che ricordano le geometrie colorate di Alighiero Boetti giovane.


Estratto dell'articolo apparso su domusweb.it a cura di Franco Toselli.


Immagine: Mercante in fiera, collage, 2013.



Dal 16 maggio al 29 giugno 2013
GALLERIA TOSELLI
Via Mario Pagano 4
20145 Milano

www.galleriatoselli.com



Immagine: veduta della mostra, 2013.



...Formica narra visivamente una storia stratificata, che ha radici lontane, fatta di tanti elementi del “sacro” e del “profano” che, nella tradizione siciliana (da sempre terra dalle commistioni culturali fortissime), sono i protagonisti di un insolito ma proficuo scambio di suggestioni, andate nei secoli ad arricchire e rimpolpare le piccole e grandi abitudini, le stesse che contribuiscono a formare l’identità di un luogo e di un’intera collettività.


Estratto dell'articolo apparso su artribune.com a cura di Serena Vanzaghi.


Immagine: San Michele, collage, 2012.




Sono molti gli ingredienti che danno sapore ai collage di Angelo Formica, 37 anni, artista emergente della galleria Toselli...

...C'è l'oro, prima di tutto, l'oro del barocco siciliano ma anche della tradizione religiosa islamica, con i suo decori iconoclasti, che ha contaminato nei secoli l'arte dell'isola.

...in questi collage, una cosa che colpisce molto è la manualità formidabile che vi sta dietro e che caratterizza tutti i lavori di questo artista. Accuratissimi il ritaglio minuto, l'incastro perfetto. A maggior ragione nei pezzi esposti in "ori e quadri", la maggior parte dei quali sono piccoli come una carta da gioco, simili ad antiche miniature.



Estratto dell'articolo apparso su ilsole24ore.com a cura di Anna Del Freo.


Immagine: Angelo, collage, 2012.



Dal 5 al 28 febbraio 2013
LABORATORIO VI.P.
Via Menabrea 6
Milano
www.laboratoriovip.it



Immagine: Poker, collage, 2011.



In the chaos of an art fair is usually quite difficult to find some art work that attracts you straightaway. So was at the Roma Road to Contemporary Art Fair at MACRO Testaccio. Actually, there was an exception.
Coming from Sorrento, a picturesque town near Naples, I was quite influenced by all the traditions, all the sort of stuff coming from people. The “Popolo”.
I never stop questioning about it. What is the Popolo? Does the Popolo really exist nowadays? What are the features of the Popolo?
From Jorge Amado to Pasolini, I enjoy the subject, that eventually became the topic of my thesis at the Academy of Fine Arts.
There’s one thing that a particularly like about the Popolo. It is how they mix the religion and the sacred with everyday life and how they show it through the objects.
Angelo Formica, the exception in the art fair I was talking about, takes this concept to the extreme with his artworks.



Estratto dell'articolo apparso sul blog di Naima Morelli.



Immagine: La soluzione, collage, 2012.



...da qualche anno si è fatto largo Angelo Formica, siciliano di Milazzo, classe 1975, milanese d’adozione. Lisa Ponti, figlia del celebre Giò, gli ha perfino dedicato uno dei suoi disegni A4, “L’angelo e la formica”, sorretto dalle parole paradiso pieghettato proiettato a distanza nel vuoto.
Singolari i suoi lavori, taglio personalissimo e una capacità giocosa di calamitare l’attenzione.



Estratto dell'articolo apparso su artribune.com a cura di Lucia Grassiccia.


Immagine: Doce paradiso, collage, 2010.



...Formica gioca con i simboli della tradizione.
Il suo background siciliano (è originario di Milazzo) l’ha immerso fin da bambino in un humus culturale che è riuscito a rielaborare solo una volta trasferitosi a Milano, recuperando quel necessario distacco.
Un po’ come Jorge Amado, grandissimo scrittore del Popolo, il quale riusciva a narrare del suo natio Brasile solo quando si trovava a Parigi.
In fiera, allo stand della Galleria Toselli, l’attenzione viene subito catturata dai cartacei porta-pasticcini con teste dei santini all’interno. Scherzoso anche il titolo: Dolce Paradiso.
E che dire dei Martiri di spade e bastoni, ovvero carte da gioco francesi alle quali si sovrapponevano immagini dei tipici dolci siciliani, o delle ostie con su stampate assi di spade e due di coppe.



Estratto dell'intervista apparsa su artapartofcult(ure) a cura di Naima Morelli.


Immagine: Cono barocco, collage, 2010.


Statement apparso su Adformatie Podium a cura di Dolly Rogers.


Immagine: Ascensione, collage, 2012.



Collage coloratissimi realizzati in punta di dita e ispirati dall’arte popolare siciliana. Le feste dei santi, i dolci preparati per l’occasione e i giochi di carte sotto gli alberi di gelso.
La Sicilia di Angelo Formica è un continente di segni sempre in festa, un’arte intesa e vissuta come rituale universale.


Dal 17 marzo al 17 aprile 2012
PALAZZO PLATAMONE - PALAZZO DELLA
CULTURA - EX CONVENTO SAN PLACIDO
Via Vittorio Emanuele II 121
95131 Catania



Immagine: Angelo Formica in un ritratto di Nino Calamuneri.



Per la bellezza il sole sorge un attimo prima.
È il primo rinascimento italiano.
Un museo a cielo aperto che prende luce.
È la Sicilia, terra di Formica.
La costellazione del buon pastore su fondo rosa
è un collage sulla rotta del paradiso.
L’ascensione è con spinta vulcanica.
Il miele scorre con l’acqua di fior d’arancio,
si invocano i santi in attesa di un miracolo.
Il povero diavolo si è trasferito sui campi da golf.
Nell’estasi di un cono di luce, Angelo Formica
ci offre il frammento di una cupola barocca,
un gelato gusto Tiepolo.
Santi in preghiera con visione panoramica di un
cannolo.
La festa è un territorio senza frontiere.
La gola è divisa fra lo zucchero e il martirio.
Nei giochi di carte, i santi con le spade e
i bastoni decidono le sorti.
San Pellegrino è il 2 di coppe, portatore
d’acqua per il battesimo, un gregario della fede.
Gli ori sono per la sacra famiglia.
Anche il nome si rivela un collage, l’angelo e la
formica, un soggetto per Salvador Dalì.



Testo a cura di Franco Toselli, apparso sul catalogo di Angelo Formica edito dalla Galleria Toselli nel febbraio del 2012.


...il Collage Siciliano di Angelo Formica mi ha completamente spiazzato, evocando un mondo che senza quella tecnica (e senza un artista come Formica) sicuramente non esisterebbe più.
Una volta Lucio Piccolo, parlando dei suoi Canti barocchi, disse che con quelle poesie voleva serbare la memoria di un mondo – l’aristocratico barocco d’impronta palermitana – che altrimenti sarebbe stato travolto dall’accumularsi di vicende e di storie. Un ricordo per i posteri, oltre che per se stesso.
Ora Formica, sia pure in una chiave più domestica
e popolana, a tratti deliberatamente quanto ironicamente “plebea“, evoca un mondo che in qualche modo completa e rende più intelligibile quello di Lucio Piccolo. Ed è l’universo rutilante delle feste siciliane, della carta d’arancio e della cassata.
Conosco bene quel mondo perché anch’io, come Angelo, lì sono nato e lì sono cresciuto, in quel tratto della Sicilia orientale che allinea sulla costa, di fronte al superbo paesaggio delle Eolie, paesi e paesoni come Milazzo, Spadafora, Barcellona Pozzo di Gotto, Tindari, Capo d’Orlando.
Sono città e luoghi addormentati d’inverno, ma d’estate si svegliano all’improvviso, e tra una Madonna del Carmine che scende dal cielo in un fragore di banda paesana e un San Rocco che taglia il mare avvolto e circonfuso da un profumo di porco bollito e salsicce arrostite, l’isola del sole vive la sua stagione più colma di grazia, la più conturbante.
Sarebbe facile, per l’autore di questi deliziosi
collages, cedere al peso della nostalgia. Ma
sarebbe un gioco semplice, prevedibile, mentre
il discorso verte sostanzialmente sulla necessità
di insospettire un pubblico (non solo siciliano, evidentemente) che a volte non vede i vermi brulicanti dentro la ricotta del cannolo siciliano, così come non si accorge che lo spazio dei santi è stato ridotto per far posto ai diavoli.
Quelle di Formica sono opere formalmente non verbali. Eppure vanno lette non meno che guardate, fino a quando il pugno arriva finalmente allo stomaco. Con il ciclo delle Ascensioni, per esempio, dove la Vergine sale al cielo non si sa bene da quale fango, da quale materia. Mentre in un altro ciclo, quello delle Carte truccate, il Cristo alla colonna è in realtà incatenato al Tre di Bastoni della briscola e Maria con Giuseppe e il Bambino fa i conti col Sette d’Oro dello scopone, in uno smagliante gioco di colori (anche nel senso più pittorico del termine) che raramente il collage riesce a raggiungere.
Direi che il tema della santità corrotta è il tema portante di tutta l’esperienza di Formica, con un tocco irridente che non risparmia niente e nessuno, mostrandoci senza paura, per esempio, teste di santi e santoni trasformate in cucchiaini per gelati, mentre le vergini martiri sognano dolci al miele e le paste di mandorla vedono in sogno la Madonna.
Un discorso a parte, in questo incantevole delirio,
lo meritano certamente le preziosissime carte che da sempre avvolgono le arance siciliane mandate alla vendita sui mercati interni della Sicilia o su quelli del Nord. Anche qui c’è sfolgorio di colori, ma Formica
queste carte le usa già stropicciate, rivelando il
senso del loro uso, che è proprio quello di avvolgere
e preservare la frutta, non certo quello di avvincere l’occhio. E tuttavia l’occhio è ugualmente catturato: ora da un San Giorgio che infilza il drago, ora da un Cristo resuscitato con la sua bandierina, ora da un San Cristoforo costretto a trasportare un Bambino troppo pesante anche per lui.
Quando Angelo venne a parlarmi di questi suoi
lavori, prevalse in me, non meno che in lui, il
naturale desiderio di rievocare il nostro mondo, la nostra storia, le nostre contrade. Sono cose che succedono quando la nostalgia ha il sopravvento; e tuttavia non potei non rilevare il distacco di Formica da quello stesso mondo,non per mancanza d’amore, ma perché anche l’amore va distanziato quando insidia la nostra visione della realtà.
Il risultato è ora sotto i nostri occhi, ed è un risultato
in cui la mitezza del cuore si sposa perfettamente
con la necessità di chiamare le cose con il loro nome, conferendo al “locale” la funzione di innescare un minimo di malessere in una società pianificata fin troppo soddisfatta di sé. Più che l’effusione baroccheggiante, tuttavia, è la secchezza epigrammatica che soccorre Formica nel suo tragitto. Sicché ogni immagine, anche la più colorata e splendente, alla fine è una sentenza, un giudizio morale, riportando il collage a ciò che deve essere nelle sue espressioni più risolte: una forma di scrittura strappata al caos della comunicazione mediatica.
Discorso che tanto più balza all’occhio con prepotenza quanto più l’artista sposta il discorso in zone arcaiche dela nostra sensibilità e della nostra vita. Disorientandoci con molta determinazione, ma anche con molta grazia.



Testo a cura di Emilio Isgrò, estratto dal catalogo di Angelo Formica edito dalla Galleria Toselli nel febbraio del 2012.



Domenica, al Macro, The Road to Contemporary Art. Ho cercato di guardare le cose con l’occhio da Gorgelous, che mi è caduto su questi bellissimi quadri fatti di dolcezza, carte e santini.
Ho scritto ad Angelo che mi ha raccontato questo:


Più che spiegarti i miei lavori, preferirei raccontarti da dove vengono. Tutto è iniziato dai santini che stanno sullo specchio della camera da letto dei miei nonni.
Gli stessi santini si possono trovare sugli specchi dei barbieri e delle pasticcerie. I santini entrano così a far parte del mondo riflesso in quegli specchi.
Un grande giardino di arance con al centro un enorme albero di fichi catalani. Un mare protetto da una parte dal promontorio di S.Antonino e dall’altro da quello della Madonna del Tindari.
La raccolta dei pomodori e delle conserve. Le processioni dei santi e i pellegrinaggi. La briscola in cinque sotto l’albero di gelsi bianchi. I cannoli con la ricotta per il pranzo della domenica.
Luoghi, tempi, giochi e sapori.

Trovo i suoi lavori pieni di idee, semplici, ludici ma con una bella profondità, con lo spirito di una terra ricchissima di energia e creatività, la Sicilia.


Estratto dell'articolo apparso su gorgelous.com


Immagine: Dolce paradiso, collage, 2011.



Angelo Formica essendo nato a Milazzo è una formica rossa,
l'angelo accompagna il lavoro della formica
e organizza il sacro
picnic
con San Benedetto e Lisa Ponti invitati d'onore,
un'anteprima del paradiso amato dai santi
e anche dalle formiche per via dello zucchero.

(Franco Toselli)


Dal 30 giugno al 31 luglio 2010
GALLERIA TOSELLI
Via Mario Pagano 4
20145 Milano



Immagine: Madonna di Luglio, collage, 2009.